Azalea della ricerca 13 maggio 2012


Come ogni anno, sarà la Festa della Mamma a fare da sfondo a una delle manifestazioni più amate e apprezzate da tutti i sostenitori della ricerca.

Con un contributo associativo di 15 euro, gli oltre 20mila volontari AIRC ti doneranno un’azalea contrassegnata dal marchio dell’Associazione. I fondi raccolti saranno destinati alla ricerca sui tumori femminili.




Verifica tutti gli eventi: sito AIRC


Origini festa della mamma



Le origini 

La festa della mamma è una ricorrenza diffusa in tutto il mondo.
Le sue origini sembrano essere legate alle antiche popolazioni politeiste che, nel periodo primaverile, celebravano le divinità femminili legate alla terra e alla sua ritrovata fertilità.
Nell’antica Grecia gli Elleni dedicavano alla loro genitrice un giorno dell’anno: la festa coincideva con le celebrazioni in onore della dea Rea, la madre di tutti gli Dei.
Gli antichi romani, invece, intitolavano una settimana intera la divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri.


La festa in epoca moderna 
In epoca moderna la festa della mamma è stata interpretata e festeggiata in modi diversi a seconda della regione o dello Stato di riferimento. Tutte le tradizioni però hanno messo e mettono tuttora al centro la mamma e il suo ruolo all’interno della famiglia.

REGNO UNITO
In Inghilterra le celebrazioni legate alla festa della mamma risalgono al XVII secolo. Originariamente il “Mother’s Day” non era inteso come un’occasione per festeggiare la propria madre con fiori o regali, ma assumeva un significato completamente diverso.
La festività, chiamata "Mothering Sunday", coincideva con la quarta domenica di quaresima. In quell’occasione, tutti i bambini che vivevano lontano dalle loro famiglie, chi per imparare un mestiere e chi perché costretto a fare il servo per guadagnarsi da vivere, potevano ritornare a casa per un giorno.

A poco a poco si è diffusa la tradizione di riunirsi a metà del periodo di quaresima per festeggiare la propria famiglia e soprattutto la mamma, considerata un elemento fondamentale dell’unione tra consanguinei. I ragazzi che facevano visita alle loro famiglie portavano alle mamme fiori o altro genere di regali.
La tradizione del "Mothering Sunday" sopravvive ancora oggi in Inghilterra, dove è più comunemente conosciuta come “Mother’s Day” (Festa della mamma).

STATI UNITI D’AMERICA
A differenza dell’Inghilterra, negli Stati Uniti il "Mothering Sunday" non ebbe successo, dal momento che la popolazione era restia alle tradizioni popolari. Per questo motivo la festa della mamma si diffuse negli Stati Uniti come una festività legata ai movimenti sociali che chiedevano il suffragio alle donne e predicavano la pace.
Nel maggio 1870, negli Stati Uniti, Julia Ward Howe, attivista pacifista e promotrice dell’abolizione della schiavitù, propose l'istituzione del Mother's Day: un’occasione in più per riflettere sull’inutilità della guerra a favore di una pace duratura.
Altro nome legato all’origine della festività è quello di Anna M. Jarvis, che si batté per l’istruzione di una festa in onore di tutte le vittime della Guerra Civile americana. Dopo la morte della madre, alla quale era molto legata, Anna cominciò a inviare lettere a diversi ministri e membri del congresso, affinché venisse istituita una festa nazionale dedicata a tutte le mamme. L’obiettivo di Anna era quello di fare in modo che tutti celebrassero la loro madre, mentre questa era ancora in vita. Anna riuscì nel suo intento e nel maggio del 1908, a Grafton nel Massachusetts, venne celebrata la prima festa della mamma. L’anno seguente fu la volta di Filadelfia. La Jarvis scelse, come simbolo di questa nuova festa, il garofano: il fiore preferito dalla sua defunta madre.

Nel 1914 l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Woodrow Wilson, per dimostrare profondo rispetto nei confronti di tutte le mamme, con una delibera del Congresso, istituì il “Mother's Day”. Non venne stabilita una data fissa sul calendario ma, per convenzione, si decise di celebrare tutte le mamme americane la seconda domenica di maggio.

ITALIA
In Italia la festa della mamma fu festeggiata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi, un sacerdote del borgo di Tordibetto ad Assisi. Successivamente la festa è entrata a far parte del nostro calendario e, come in molti altri Paesi, viene celebrata la seconda domenica di maggio.

RESTO DEL MONDO
Su esempio americano, quasi tutti i Paesi del mondo hanno fatto propria la festa della mamma con modalità e date diverse.

Di seguito riportiamo una tabella che illustra la posizione occupata nel calendario dalla festa della mamma nei diversi Paesi del mondo. 

· Seconda domenica di febbraio in Norvegia
· 30 Shevat (in febbraio) in Israele
· 3 marzo in Georgia
· 8 marzo in Bosnia, Serbia, Montenegro, Slovenia, Macedonia, Albania, Bulgaria, Romania
· Quarta domenica di quaresima in Irlanda e nel Regno Unito
· 21 marzo in Bahrain, Egitto, Libano, Siria, Palau, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Marocco
· 7 aprile in Armenia
· Prima domenica di maggio in Angola, Ungheria, Lituania, Portogallo, Spagna
· 8 maggio in Corea del Sud
· 10 maggio India, Messico, Oman, Pakistan, Qatar
· Seconda domenica di maggio in Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Cuba, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ecuador, Hong Kong, Italia, Giappone, Lettonia, Malta, Malesia, Paesi Bassi, Porto Rico, Nuova Zelanda, Perù, Filippine, Singapore, Sudafrica, Svizzera, Taipei Cinese, Turchia, Stati Uniti, Venezuela
· 26 maggio in Polonia
· 27 maggio in Bolivia
· 30 maggio in Nicaragua
· Ultima domenica di maggio in Francia, Svezia, Repubblica Dominicana, Haiti
· 12 agosto in Thailandia
· 15 agosto in Costa Rica
· Terza domenica di ottobre in Argentina
· Ultima domenica di novembre in Russia
· 8 dicembre in Panama
· 22 dicembre in Indonesia

in Festa della Mamma trovi anche:
Poesie festa della mamma Azalea della ricerca

Un pazzo sul pizzo di un pozzo


Correte c’è un pazzo

Che urla da un pezzo

Che urla da pezzo

Seduto sul pizzo

Sul pizzo di un pozzo

Sentite che puzzo

Che puzzo che c’è!

C’è un pazzo di pezzo

Sul pizzo di un pozzo

Che urla: che puzzo…

Che pazzo che c’è!

La vespa vispa



La vespa vispa
Spavlda volava
La vide il rospo
Che spesso la spiava.
Ma che bello spasimante
Vispa vispa lei pensò
Lui mi vuole già sposare
E nell’aria sospirò
A spasso allora
La vespa ronzava
Volando vispa
Le nozze sperava.
Fu così che il verde rospo
Lì nell’erba l’aspettò…
Ma invece di sposarla
Dispettoso la ingoiò!
E nel cespuglio
Col rospo contento
Spariva allora
La vespa in un momento.
Povera vespa
Che più non si sposò.
Povera vespa che più vispa non tornò.

La rima baciata



La rima baciata
A spasso è andata:
a chi la incontrerà
che cosa mai dirà?

Incontra il contadino
Gli manda un salutino;
incontra zia Concetta,
le dice una ricetta:
incontra la regina,
davanti a lei s’inchina;
incontra sua maestà:
Buongiorno, come va?

La rima baciata
A spasso è andata:
a chi la incontrerà
che cosa mai dirà?

Incontra il colonnello
Gli dice questo e quello;
incontra dei bambini:
Salute piccolini!
Incontra un forestiero
Gli manda un bel pensiero:
due dame e un viceré:
Buongiorno a tutti e tre!

A spasso è andata:
a chi la incontrerà
che cosa mai dirà?

A chi la incontrerà
che cosa mai dirà?

Gusta la pasta al pesto



Gusta la pasta al pesto

Pista pista in postazione

Basta per fare festa

L’osteria della stazione.

Un mestolone a testa

Trova posto nella panza;

dopo la pasta al pesto

misto arrosto in abbondanza.

Gusta la pasta, gusta la pasta,

gusta la pasta al pesto.

Gusta la pasta, gusta la pasta,

gusta la pasta al pesto.

Oste, mi sento stanco,

basta basta, sono a posto;

mi stuzzica con gusto

frutta mista a fine pasto.

Gusta la pasta al pesto,

ma stanotte, che questione:

stomaco disturbato,

presto, aiuto, indigestione!

Gusta la pasta, gusta la pasta,

gusta la pasta al pesto.

Gusta la pasta, gusta la pasta,

gusta la pasta al pesto.

La regina ha perso l’acca



La regina ha perso l’acca,
che cosa bislacca, ma dove sarà?

Va dicendo per tutto il reame:
“Speccio, speccio delle mie brame”.

Va dicendo per tutto il reame:
“Speccio, speccio delle mie brame”.

Presto andate a cercare l’acca!
Nel becco di un picchio la trovano già.

La regina contenta e felice:
“Specchio, specchio” con l’acca lo dice.

La regina contenta e felice:
“Specchio, specchio” con l’acca lo dice.

La doppia


Un carro distratto
Perse la doppia:
così divenne caro,
nessuno lo comprò.


Un gruppo di canne
Perse la doppia:
così rimase un cane
che a tutti abbaiò

La bimba bella
perse la doppia:
così adesso bela,
parlare non può.

Ed anche una serra
ha perso la doppia:
così si è fatta sera,
a tutti ninna oh.

Abbiccì




ABCDEFG

Come è bello stare qui

HILMNO

Tutte insieme strette un po’

PQRST

Letterine siam così

U V Z chi lo sa?

L’alfabeto è questo qua

L’accento birichino




L’accento birichino

Un bel giorno si stancò

Così lasciò un bel pero

Proprio al posto di un però;

un faro in mezzo al mare

che era stato un dì farò

e la città di Como

forse un giorno era un comò.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
 

racconti fiabe filastrocche e.. non solo -- Raccolta illustrata di racconti, fiabe, filastrocche e tante altre idee per creare e giocare con fantasia .